VAGO CONCERTO
Ensemble di Musica Rinascimentale e Barocca
Palandrana: Anna Bessi
Violino: Leonardo Bellesini
Arciliuto: Roberto Cascio
Zamberlucco: Andrea Favari
Violoncello: Felipe Leon
Clavicembalo: Marcello Rossi
I tre intermezzi fra “Palandrana, vecchia vedova” e “Zamberlucco, giovine da bravo” sono stati recentemente riscoperti da un esemplare inedito in tempi moderni, conservato presso la Biblioteca Universitaria di Bologna, grazie al lavoro di Roberto Cascio, liutista e musicologo, che ha permesso la seguente proposta teatrale. Nei giorni immediatamente precedenti all’evento fieristico sarà effettuata una registrazione per Radio Vaticana e due lezioni-concerto per le scuole di Verona (Liceo Messedaglia e Liceo Copernico). E’ disponibile una registrazione degli Intermezzi di Scarlatti, effettuata dal M° Cascio con il Fortuna Ensemble con la casa discografica TACTUS.Il canovaccio si sviluppa con un senso della concisione scenica notevole, un lessico distante dal manierismo dell’opera seria e un umorismo a tutto campo, partendo dalla derisione sui difetti fisici, per toccare con raffinatezza quel teatro dell’equivoco, del travestimento, dei sentimenti, che costituisce la base per l’affermazione della nascente commedia musicale. Palandrana rimasta vedova da soli tre giorni, già si lamenta di non aver trovato un nuovo marito!!! Zamberlucco, “giovine da bravo” si reca presso Palandrana per chiedere la mano di sua figlia, Moschetta, ma per un rapido scambio di parole male interpretate la vecchia e smaniosa vedova pensa di essere lei stessa l’oggetto della proposta di matrimonio. Zamberlucco, colto di sorpresa, chiarisce l’equivoco in modo un po’ rude provocando la delusione e la rabbia di Palandrana che sfociano alla fine del primo intermezzo in un furente litigio al suono di enormi offese. Nel secondo intermezzo Zamberlucco corre ai ripari e architetta un piano ingegnoso per avere in sposa Moschetta: sfruttando la bramosia e l’ignoranza della vecchia vedova, finge amore e la convince a firmare una scrittura notarile di matrimonio. Palandrana non sa che l’oggetto del contratto non sono tuttavia le sue nozze con Zamberlucco ma che si è così impegnata a dargli in sposa sua figlia Moschetta. Il disvelamento della beffa e l’ultimo fragoroso litigio tra i due, si intrecciano nell’ultimo brillante intermezzo.L’intermezzo è tra gli atti di Carlo Re di Alemagna dello stesso Scarlatti. Un esemplare di questa opera del 1714 è conservata presso la Biblioteca Universitaria di Bologna, Fondo Zambeccari. Il manoscritto fa parte di un fondo librario di 4769 pezzi donato, con atto testamentario stilato a Venezia nel 1749, dal nobile bolognese Conte Francesco Maria Zambeccari, all’allora Istituto delle Scienze di Bologna, oggi Università degli Studi. Francesco Maria Zambeccari era appassionato di musica e attento collezionista di opere teatrali. In una sua lettera del 15 settembre 1711 al fratello Alessandro dice ne avrò già vicine a mille. Come spesso avveniva, un libretto poteva spesso essere elaborato da diversi musicisti.
Così, ad esempio troviamo gli intermedi Zamberlucco e Palandrana nell’opera La Principessa fedele di Francesco Gasparini (Mantova, Carnevale 1718), oppure, sempre dello stesso musicista un libretto, stampato a Venezia, intitolato Zamberlucco Intermezzi comici musicali da rappresentarsi nel Teatro Tron di San Cassano l’Autunno dell’Anno 1709, o ancora Palandrana e Zamberlucco. Intermezzi musicali. Da recitarsi nel Teatro dell’illustriss. Pubblico di Reggio, in
occasione della Fiera, l’ anno 1715 (in cui vengono specificati anche i nome dei virtuosi cantanti: Sig.ra Anna Maria Bianchi e Sig. Giovanni Battista Cavanna), o infine, Intermezzi di Zamberlucco e Palandrana Da rappresentarsi in Bologna nel Teatro Formagliari, il Carnovale dell’Anno 1724 (musica di Francesco Gasparini) . Per quanto riguarda invece l’opera di appartenenza, troviamo un libretto dal titolo Carlo Re D’Alemagna, Drama per musica. Da rappresentarsi in Bologna nel Teatro Formagliari. L’autunno 1713 (musica di Giuseppe Maria Orlandini). Ma è certo che gli intermezzi di Palandrana e Zamberlucco che dividono gli atti dell’opera Carlo Re D’Alemagna del cav. Alessandro Scarlatti, primo Maestro della Reale Cappella siano da riferirsi alla rappresentazione nel Teatro di S. Bartolomeo, nel Carnevale dell’Anno 1716, ed è molto probabile che una copia di questa rappresentazione sia quella custodita dalla Biblioteca Universitaria.