Rosa Maria Converti
Ascoltando la soave armonia di un brano concertistico si immagina, nell’artista che lo esegue, una figura eterea, leggera, in perfetta simbiosi con il proprio strumento musicale, esente da tensioni muscolari e sindromi algiche. Eppure, esistono numerose patologie muscoloscheletriche e neurologiche che affliggono i musicisti professionisti, tali da limitare la loro performance e, in alcuni casi, costringere all’interruzione dell’attività professionale. In particolare, è dimostrato che l’incidenza di tali patologie interessa almeno il 70-80% dei musicisti professionisti; è inoltre riconosciuto dal National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH) che i principali fattori di rischio sono il mantenimento di posture incongrue ed i movimenti ripetitivi. Queste patologie osteo-neuro-muscolari colpiscono non solo musicisti professionisti ma anche musicisti in fase di training come gli studenti di conservatori, di licei e di accademie musicali. La presa in carico globale del musicista è complessa e richiede competenze specifiche da parte di un team di professionisti che vede coinvolti musicisti, insegnanti di conservatori o licei musicali, medici e fisioterapisti specialisti nel settore. L’intervento terapeutico adeguato deve, infatti, comprendere un programma di prevenzione che tenga conto della specificità del rapporto con lo strumento. Tale approccio consente la risoluzione della patologia professionale, la ripresa lavorativa il più precoce possibile , riduce il rischio di recidive e inoltre migliora la performance musicale. Un’efficace prevenzione delle patologie professionali dei musicisti, deriva da una corretta informazione che dovrebbe essere fornita il più presto possibile, sin dall’inizio degli studi musicali, per una presa di coscienza dei possibili fattori di rischio: della persona stessa (sesso, età, costituzione), degli strumenti, del ritmo di lavoro (troppo, pesante e prolungato) del luogo di lavoro (poco spazio in orchestra, sedie non e, leggii mal adattabili, errata illuminazione) e dei rischi relativi allo stress. Tuttavia non è ancora consolidata la consuetudine, presso le scuole musicali e nei conservatori, di attuare programmi educativi rivolti alla conoscenza della anatomia o della fisiologia del corpo umano. In tutti gli ambiti coinvolti i musicisti richiedono di conoscere le opportune strategie correttive, attraverso incontri formativi, all’interno dei quali si possano realizzare specifici momenti educativi che permettano anche lo scambio di esperienze significative. In questo workshop si affronteranno queste problematiche con proposte di prevenzione e educazione sanitaria.
Nata a Taranto, si è laureata in Medicina e Chirurgia nel 1990 e si è specializzata in medicina fisica e riabilitativa nel 1993 presso l’università degli studi di Bari. Parallelamente agli studi scientifici ha conseguito gli studi musicali diplomandosi in arpa nel 1991 presso il conservatorio di musica A. Piccinni di Bari. Ha coniugato la sua professione di medico con la passione per la musica occupandosi di patologia professionali dei musicisti come responsabile dell’ambulatorio fisioterapico per la prevenzione e cura delle patologie muscolo-scheletriche e neurologiche dei musicisti presso il Teatro alla Scala di Milano dal 1995 e come responsabile dell’ambulatorio Sol diesis del centro IRCCS Santa Maria Nascente della Fondazione Don Gnocchi dal 2005. Durante la sua attività professionale ha organizzato vari corsi e convegni internazionali ed in particolare nel 2005 “Corpo e strumento musicale: è sempre armonia?” e nel 2008 “Ergonomics & Music” 12th European Congress on Musician’s Medicine 3rd International Congress on Musician’s Medicine.
L’ambulatorio Sol Diesis attivo dal 2004 è dedicato alla prevenzione e al trattamento delle patologie muscolo scheletriche e neurologiche dei musicisti professionisti, amatoriali, studenti di conservatori, accademie e licei musicali. La raccolta di un anamnesi musicale e soprattutto un attenta osservazione del musicista durante la performance permettono di identificare i bisogni e le problematiche legate allo studio dello strumento in modo da proporre:
-programmi riabilitativi specifici per ciascuna patologia professionale e per tipologia di strumento
-ausili ergonomici (introduzione/modifiche)
-confezionamento tutori da riposo e/o funzionali
L’ambulatorio Sol Diesis si avvale della consulenza del Laboratorio di analisi cinematica del Polo Tecnologico della Fondazione Don C. Gnocchi di Milano